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escopocodisera
quando ne ho voglia
 
 
 
           
       








Piovono applausi dietro ai ricordi. Scroscia una pioggia strana laggiù,
Cosa sai di me? Donna di ieri,
stanca e struccata,
l’uomo di oggi ti troverà
Cosa sai di me, cosa sai di me?
Cosa mai fa battere il mio cuor?
 
 







"i luoghi della memoria"




 «Che cos'è oggi la città per noi? Penso d'aver scritto qualcosa come un ultimo poema d'amore alle città, nel momento in cui diventa sempre più difficile viverle come città.»
(da una conferenza di Calvino tenuta a New York nel 1983)




Renzo Piano

"
G. Klimt - Le tre età della donna 1905

"Le donne, come i sogni, non sono mai come tu le vorresti"
L. Pirandello


G. Klimt - Il Bacio 1907


Man Ray - Cadeau 1925

Man Ray (già Emmanuel Radnitzky, poi mutato nel più eloquente 'Uomo Raggio' - anche se sul vero nome non ci sono certezze) nasce artisticamente pittore, e pittore rimarrà per tutta la vita: " uno dei principali capi d'imputazione che più tardi dovevano scagliare contro di me i difensori della fotografia pura, era proprio che confondevo la fotografia con la pittura. Più che giusto, rispondevo, visto che sono un pittore ". Solo nei limiti che lo vedano dipingere stringendo tra le dita un metaforico pennello intriso di luce, Man Ray può effettivamente considerarsi un grande fotografo.


amice mieie
magnammo e vevimmo nuie
fino a che nce sta uoglio a la lucerna,
chissà si a ll’auto munno ce vedimmo!
chissà si a ll’auto munno c’è taverna!
(anonimo napoletano)


 

  
"La Terra ha Musica
per coloro che ascoltano."
William Shakespeare


maestri...

Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole.
pablo picasso


L'architettura è un fatto d'arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi. La Costruzione è per tener su: l'Architettura è per commuovere.
le corbusier


Pablo Neruda ha detto che il poeta quello che ha da dire, lo dice in poesia, perchè non ha un altro modo di spiegarlo. Io, che faccio l'architetto,la morale non la predico: la disegno e la costruisco.
Renzo Piano


...tra i tanti 




così disse...
Dopo il Giudizio Universale Dio incontra Carl Marx: "Ah, tu sei quello che mi ha dato tutte quelle preoccupazioni nel XX secolo. Visto che hai sempre detto che io non ci sono, sarai condannato a farmi da portinaio. E quando non vorrò essere disturbato sei autorizzato a dire Dio non c'è."
roberto benigni



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escopocodisera@live.it.

 
4 luglio 2008

sinfonia di ottoni

 stavo cercando delle immagini (delle idee!) per un nuovo nonchè non retribuito lavoro. un nuovo negozio da realizzare, non retribuito perché trattasi di mia sorella! e, girando mi sono imbattuta in un blog in cui ci sono delle bellissime e particolari immagini di dresda. questa mi ha colpito, una casa con una grondaia lunghissima, anzi un groviglio di grondaie a forma di ottoni.

"Quando piove questo variopinto congegno architettonico si trasforma in orchestra, grazie all’acqua, che passando nelle grondaie produce diversi suoni. D’estate lo spettacolo si ripete ogni mezz’ora, anche qualora non dovesse piovere."






Piove
da un ciclo che non ha
nuvole.
Piove
sul nulla che si fa
in queste ore di sciopero
generale.


1 luglio 2008

case in mostra


Ed ecco che anche alla
Triennale di Milano si adoperano per mettere in pratica la politica del neo-governo: una casa per tutti!
La casa: il sogno primordiale dell'uomo.
Provate anche solo a pensare alla beffa per chi come me progetta e vede realizzate case per gli altri e deve accontentarsi di vivere in una casa non sua, con un solo bagno e con i proprietari sullo stesso pianerottolo.

D'accordo, in tanti stanno anche peggio, ma in altrettanti e forse più se la passano decisamente meglio!

Soffieranno venti migliori...


30 giugno 2008

essere o non essere

 sono alle prese con questi 3 bei signori.
devo sceglierne uno per domani che arriva la sovrintendente in cantiere.
scusate, ma me li riguardo ancora un pò!

ma, più li guardo e più non mi piacciono!


bianco scntillante


pietra di gerusalemme


biancone


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26 giugno 2008

io no!

IO NO!
di Claudio Silvestrin

"Vivere in modo religioso il mestiere dell’architetto contemporaneo comporta un  dolore psicologico quasi permanente. Chiarisco, non parlo di religione riconosciuta e istituzionalizzata, ma di attitudine religiosa, seria, profonda, rigorosa, sana, integra. Una roccia contro la corruzione dilagante, con fede ferrea nella propria missione e nel dono del proprio talento che si vuol offrire per la soppravvivenza della sensibilità nel mondo. Proporre poesia dello spazio con novità e individualità provoca incertezza e incomprensione, l’interlocutore si sente spiazzato. Se come materiali proponi: l’acqua anzichè la plastica; la pietra anzichè il vetro; il vuoto anzichè lo sfruttamento incondizionato dello spazio; l’eleganza anzichè il sensazionale; il simbolo anzichè l’effetto accattivante; la magia della luce anzichè la luce come quantità di lux; un senso primitivo anzichè contemporaneo. Commentano:

-architetto basta con la poesia, non la vuole più nessuno, la gente non capisce comunque!
-architetto com’è antico lei!
-architetto molto bello! Ma lo spazio va sfruttato, con quello che mi costa al metro quadrato!
-architetto lei è troppo sofisticato! -architetto bisogna stupire non educare!
-architetto ma non c’è abbastanza luce!
-architetto cosa sono gli archetipi?

Paradossalmente più ci si scontra con l’ignoranza, la mancanza di sensibilità, l’arroganza, la mediocrità e la corruzione più cresce la forza di non soccombere a questa peste dello spirito. È vero, stare al gioco puo’ portare a costruire grandi cose, può portare al successo multimediale, può portare fama, denaro, potere. E qui sta la libertà di scelta che, fortunatamente, oggi qualsiasi architetto o progettista ha. Chiaro che i potenti te la fanno pagare- non ti lasciano vincere un concorso perchè non hai cenato con il membro della giuria, non ti danno il consenso edilizio perché non proponi cio’ che va di  moda, non ti selezionano perché non ti sei iscritto al loro club.

Ad un concorso al quale partecipai in Italia i primi sette premi vennero spartiti tra i sette professori universitari della stessa città, non un architetto di fama nazionale o internazionale, uno scandalo da prima pagina. Per difendere il proprio territorio i boss dei vari clan (incluso quello degli architetti) ti ostacolano nel cammino e quando riesci a costruire qualcosa ostacolano la comunicazione delle tue realizzazioni o fanno in modo che risultino insignificanti nel panorama della cultura contemporanea. La mia fortuna è da un lato la fede nel significato della mia opera, dall’altro la naturalezza nel gettarmi alle spalle le amarezze, le pugnalate, le bocciature e guardare avanti, incamminandomi verso l’orizzonte come un elefante, con l’entusiasmo di fare e creare pur sapendo che l’ingratitudine umana non ha limiti."

(in ARKITEKTON  n. 15,  May 2005)



ma quanto mi piace...


18 giugno 2008

ah, questi giapponesi!


quando 
"avere la casa sottosopra"
non è solo un modo di dire...



e, se si avesse la testa, sottosopra, come la mia
in questo momento?

[ho trovato per caso quest'immagine ma non sono riuscita a trovare l'autore, folle.
se qualcuno avesse notizie certe, gliene sarei grata.]


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21 maggio 2008

il mago...Chipperfield

 

Dopo quasi sei anni dall’apertura del cantiere, sono state ultimate le opere strutturali della Cittadella Giudiziaria di Salerno firmata dal britannico David Chipperfield. Lo scorso 5 maggio si è svolta la cerimonia dell’alzabandiera del solaio più alto. La  struttura, ubicata nell’area dell’ex scalo merci ferroviario, è stata progettata come un continuum di palazzine articolate in otto moduli e dotate di ampie vetrate.
“Il progetto – spiegano dallo studio David Chipperfield Architects – è stato sviluppato come reazione alla tipologia standard di palazzo di giustizia, tradizionalmente immaginato come struttura imponente con facciata colonnata. In contrasto a questa immagine convenzionale, la nostra proposta supera il modello istituzionale frammentando il volume in una composizione di edifici più piccoli”.
Ciascun volume è articolato come un semplice blocco, composto da pannelli prefabbricati in cemento e caratterizzato da una serie di aperture disegnate al fine di accentuare l’aspetto verticale, in contrasto con l’orizzontalità del basamento da cui i diversi volumi emergono.
L’obiettivo di Chipperfield è consistito nel realizzare “un edificio giudiziario che non risultasse intimidatorio, in grado di comunicare l’idea di giustizia piuttosto che di autorità”.
Al fine di avvalorare l’idea di una struttura aperta e accessibile (nel senso sia fisico che sociale del termine), il progetto è stato concepito come spazio pubblico in cui i diversi blocchi risultano tra loro collegati mediante una serie di giardini.


13 febbraio 2008

la Casa Bianca

Continuando in tema di bianco e nero, potrà risultare scontato il riferimento alle primarie degli Stati Uniti [hillary vs. obama]. Ma a me interessa altro...
La Casa Bianca, residenza dell'individuo più potente al mondo, universalmente riconosciuta come simbolo dell'autorità politica ed oggetto architettonico che costituisce l'incarnazione ultima del potere. Il progetto originale della Casa Bianca è di James Hoban, che risultò vincitore di un concorso di progettazione tenutosi nel 1792. Col passare dei secoli i vari Presidenti degli Stati Uniti hanno aggiunto via via nuovi locali o addirittura nuove ali all'edificio originario, trasformando la Casa Bianca in quel complesso labirintico che è oggi. Ma cosa ne sarebbe se invece che nel 1792 quel concorso si tenesse oggi, quale aspetto avrebbe la Casa Bianca se venisse progettata nel 2008, anno dell'elezione del 44° Presidente degli Stati Uniti? Storefront for Art and Architecture, in associazione con Control Group, lancia un concorso internazionale di idee per un progetto di Casa Bianca contemporanea. White House Redux
. [Penso che ad Hillary quelle stanze staranno bene così,  anche senza ulteriori aggiusti!]


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12 febbraio 2008

emozioni in bianco e nero


Minori - Costiera amalfitana


Pienza



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1 febbraio 2008

accade anche questo...

Non è possibile, ma accade, in Italia [aggiungerei]. Mi riferisco alla situazione edilizia in una zona considerata come patrimonio dell’Unesco. Ad Alberobello, un'abitazione alta due piani, affaccia a ridosso di un gruppo di tende pietrificate nonché glorificate in tutto il mondo.

E questo avviene in nome di un piano regolatore generale ormai datato. Ma, per dirla con un filosofo cinese, la verità è infinita; l'intelligenza umana al contrario, è finita. E’ ormai da due-tre anni che vengono tirate su una quarantina di residenze lungo la linea di confine con le aree protette. Anche in questo caso, tutto è a posto, le "carte" della lottizzazione sono in regola. Però lo spettacolo è avvilente: sarebbe come se ville o condomìni fossero realizzati a non più di venti passi dal colosseo o dalla torre di Pisa. Senza che nessuno possa fare qualcosa per impedire lo scempio.
L'architetto Michelangelo Dragone, avvilito e rassegnato al peggio: «E' sbagliato ipotizzare zone di espansione edilizia accanto a zone tutelate». Un errore è peggio di un delitto.


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14 gennaio 2008

Ettore Sottsass

Ettore Sottsass (Innsbruck 1917 - Milano, 31 Dicembre 2007) è stato riconosciuto a livello internazionale: architetto, designer, pittore, fotografo; un professionista a tutto tondo i cui progetti riprendono senz’altro la funzione della psiche umana. Dalle sue mani e dal suo pensiero sono nati alfabeti e linguaggi personalissimi.
I suoi oggetti
, i suoi mobili e le sue architetture hanno percorso la ricerca del dopoguerra rappresentando i passi più significativi di una evoluzione linguistica e concettuale che impone ad ogni progettualità un dovere di costante registrazione del lavoro e del comportamento umano, un linguaggio che è stato applicato in lui dal più piccolo soprammobile al progetto della città. Si chiedeva costantemente:"Che rapporto c'è tra la gente, i pensieri e lo spazio dove stanno? Se lo sapessi, se avessi capito che cos'è la gente, uno per uno, certo sarei un bravo architetto: un bravo costruttore di case dentro e fuori..." e questa sua domanda non ha soluzioni nel suo universo creativo se non nel "disegnare tutto quello che riguarda l'ambiente artificiale dove vivono gli uomini", e confessava: "Ho una curiosità continua in questo senso. Mi disegno intorno il mondo, mi disegno lo spazio dove vivo o dove vivono gli altri." Sottsass ha disegnato oggetti, macchine, ambienti, architetture che dall'uomo non sanno e non vogliono prescindere: la materia come segno attraverso il quale l'uomo manifesta la propria esistenza, la natura nemica che si può 'controllare' solo attraverso la meraviglia per le sue infinite domande senza risposta, lo spazio architettonico come luogo, metafora esistenziale.
 

  
 
Sottsass, Valentine 1969
                                     

                                               Sottsass Associati. Casa Olabuenaga, 
                                                             Maui, Hawaii, USA, 1989-97





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